Una donna dalla forte personalità, dalla vita intensa, costellata di grandi successi, come di forti dolori. Trascorre l’infanzia al seguito della compagnia teatrale dei genitori che giravano il paese in tournée, e calca per la prima volte la scena all’età di 4 anni. La vita nomade non le permette di instaurare amicizie, di mettere radici, e la costringe a passare molto tempo in solitudine, emarginata dai compagni di scuola dai quali era considerata umile figlia di attori. Probabilmente quindi già dai primi anni, sviluppa una forte sensibilità, che le darà una marcia in più in futuro nella carriera di attrice, quando sarà in grado di comprendere ed interpretare personaggi a loro volta caratterizzati da animi fortemente sofferenti.

Quando nel 1901 Gabriele D’Annunzio si rivolge al grande stilista Mariano Fortuny per ingaggiarlo come scenografo e costumista della tragedia Francesca da Rimini, la collaborazione non va a buon fine, ma così la Duse entra in contatto con colui che sarà poi uno dei suoi più fidati disegnatori. Eleonora lo elogierà affascinata dalla varietà cromatica e dall’opulenza dei tessuti da lui scelti.

Le interpretazioni dell’attrice saranno amplificate dalla fluidità degli abiti che Fortuny disegnerà per lei. I tessuti pregiati, leggeri e fluttuanti, le linee ampie accompagneranno i drammatici movimenti dell’attrice in scena, sottolineandone l’intensità.

Conosciuta come la Divina per il suo portentoso talento di attrice, Anton Cechov scriverà di lei: “Non conosco l’italiano, ma ella ha recitato così bene che mi sembrava di comprendere ogni parola. Che attrice meravigliosa!”

fonti testi e immagini: Donne Protagoniste nel Novecento – Galleria del Costume di Palazzo Pitti, Livorno, Sillabe, 2013